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IL MONUMENTO

Il complesso di Genna Maria comprende un nuraghe, attorno al quale sorgeva un villaggio circondato da una possente cinta muraria.

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La storia del complesso Genna Maria, dalla nascita al suo abbandono, si sviluppa in diverse fasi.

Intorno al XV secolo a.C. nasce il primo nucleo del nuraghe Genna Maria.

Nei secoli XI-X a.C., il nuraghe viene abbandonato.

Tra il X e l’IX secolo a.C., sulle rovine del nuraghe nasce il villaggio di capanne.

Nell’800 a.C., un violento incendio distrugge le capanne.

Le epoche successive. In età punica, il nuraghe torna a essere frequentato come luogo di culto. La frequentazione cultuale prosegue fino al IV secolo d.C.

DESCRIZIONE

IL NUCLEO FORTIFICATO

Il cuore del complesso è il nuraghe quadrilobato, che comprende una torre principale e tre torri secondarie collegate tra loro da robuste cortine murarie.

Il nuraghe è circondato da una cinta muraria esterna, detta antemurale. Sull’antemurale sono disposte 6 torri angolari. Oltre a rafforzare la difesa dell’insediamento, la cinta muraria era il punto di controllo dell’accesso al nuraghe.

IL VILLAGGIO

Nello spazio racchiuso tra la cinta muraria esterna e il nuraghe si è sviluppato il villaggio abitato. Le capanne del villaggio sono disposte attorno a cortili centrali da cui si accedeva ai diversi ambienti.

I MATERIALI

Il nuraghe è costruito prevalentemente con blocchi di marna calcarea estratti dalla collina.

Gli architravi e altri elementi strutturali sono invece in basalto, la pietra vulcanica scura proveniente dal vicino altopiano di Siddi.

L’alternanza fra marna calcarea e basalto crea un contrasto cromatico ancora oggi visibile nelle strutture del sito.

STORIA E USI

STORIA E USI

Dai cortili del villaggio si accedeva a magazzini, cucine, spazi di lavoro e locali per conservare le derrate, come documentano i numerosi ritrovamenti di ceramiche da cucina, grandi contenitori, focolari e bacili in pietra.

Nel villaggio sono stati ritrovati, oltre agli strumenti utilizzati dagli abitanti del sito, anche resti carbonizzati di grano, orzo e legumi, insieme a vinaccioli di vite coltivata.

RAPPORTI E SCAMBI

La posizione strategica di Genna Maria ha favorito nei secoli rapporti con altri territori dell’isola e del Mediterraneo, come mostrano le numerose conchiglie marine, del genere Cardium, provenienti dai litorali occidentali dell’isola.

AMBIENTI DOMESTICI E DI CULTO

Nel corso dei secoli, le abitazioni del villaggio vengono modificate. Compaiono bacili, vasche in pietra, focolari: elementi che dovevano essere usati per le attività rituali svolte nelle abitazioni.

DAL NURAGHE AL LUOGO DI CULTO

Dopo l’Età protostorica durante la quale si sviluppa e prospera la civiltà nuragica, il nuraghe Genna Maria torna ad essere utilizzato con una nuova funzione, come luogo di culto. All’interno della torre principale vengono rinvenute 650 lucerne e offerte monetali.

SCAVI

La riscoperta moderna di Genna Maria è legata a Giovanni Pusceddu, maestro elementare e conoscitore del territorio della Marmilla. Negli anni Sessanta del Novecento, Pusceddu osservò sulla sommità della collina una crescita irregolare del grano. L’anomalia indicava la presenza di strutture murarie sepolte. Le sue osservazioni e le fotografie aeree convinsero il soprintendente Ferruccio Barreca ad avviare gli scavi. Nel 1969 gli scavi furono affidati a Enrico Atzeni.

Le ricerche portarono nel 1982 alla nascita del Museo Archeologico Genna Maria. Il museo nacque inizialmente per conservare i reperti provenienti dagli scavi del nuraghe. Fu il primo museo civico archeologico istituito in Sardegna.

FONTI

Genna Maria - Villanovaforru_Master.docx, documento Master del progetto Sardegna Nuragica.

Giacomo Paglietti, «Genna Maria. Porta d’accesso a suggestivi paesaggi e culture antiche», Antas.

Parco e Museo Archeologico Genna Maria, «Parco»: https://www.gennamaria.it/index.php?pagina=parco

SardegnaCultura, «Villanovaforru, complesso di Genna Maria»

SardegnaTurismo, «Nuraghe e museo Genna Maria»

IDESE, «Genna Maria Archaeological Site»

IL NOME DEL SITO

Il nome Genna Maria viene ricondotto a ‘Genn’e Mari’, che in lingua sarda significa «porta verso il mare». Il nome si riferisce alla posizione in collina del sito, da cui lo sguardo raggiunge la costa occidentale sarda. Questa porta verso il mare ha permesso agli abitanti di controllare per secoli il territorio circostante e i collegamenti con la costa occidentale sarda.

IL PAESAGGIO

Il complesso sorge nel territorio di Villanovaforru, sulla sommità di una collina, da dove lo sguardo raggiunge il Golfo di Oristano e, nelle giornate più limpide, il Golfo di Cagliari.

Attorno al nuraghe si sviluppò un esteso villaggio con cinta muraria.